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In questo post è possibile trovare dei link utili a una serie di risorse nazionali e comunitarie per individuare i punti chiave nella cessione di prodotti soggetti ad accisa.

Quadro normativo applicabile ai prodotti soggetti ad accisa

Il corpo normativo principale è la direttiva IVA (2006/112/CE).

Una serie misure di attuazione vincolanti garantisce poi l’applicazione uniforme della direttiva IVA. Queste sono consultabili nel regolamento di attuazione della direttiva IVA (regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio). Queste misure sono altresì direttamente applicabili senza necessità di trasposizione nel diritto interno.

Analizzeremo adesso l’articolo. Il quadro giuridico di riferimento include pure gli articoli 32, 33 e 34 della direttiva IVA (Direttiva n. 2006/112/CEe l’articolo 14 del regolamento di attuazione della direttiva IVA (regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio).

Va fatto richiamo alla causa EMAG G Handel Eder (C-254/04) che stabilisce cheil “luogo di cessione di un bene” indica il luogo in cui si ritiene effettuata la cessione o la consegna delle merci. Infatti, la CGUE considera che (…) solo il luogo della cessione che comporta una spedizione o un trasporto intracomunitario di beni (…) si considera situato nello stato membro di partenza di tale spedizione o trasporto.

I venditori che realizzano cessioni di beni in altri stati membri dell’UE a consumatori privati, hanno diritto, in qualità di soggetti passivi, di fatturare l’IVA dello stato membro dove si verifica la cessione.

Le bevande alcoliche soggette ad accisa sono escluse dalla seguente riduzione per vendite a distanza (una domanda formulata spesso dai consumatori):

Quando l’importo delle cessioni di beni e servizi (esclusi i prodotti soggetti ad accisa) durante l’anno naturale in corso e quello anteriore non hanno superato la soglia (articolo 34 della Direttiva n. 2006/112/CEdi uno stato membro di destinazione, il venditore ha diritto di addebitare l’IVA dello stato membro dal quale le merci vengono effettivamente spedite (articolo 33 della Direttiva n. 2006/112/CE).

Spiegazioni sui prodotti soggetti ad accise

Ciò significa che per difetto l’IVA da addebitare nella cessione di beni a privati è l’IVA dello stato membro in cui si verifica tale consegna.

Solo quando non vengono soddisfatte le condizioni specifiche, come la soglia di destinazione, il venditore può applicare l’IVA dello stato membro di spedizione.

Poiché ci occupiamo di prodotti soggetti ad accisa, l’unica IVA addebitabile è quella dello stato membro di destinazione.

IVA – Rappresentante fiscale (prodotti soggetti ad accisa)

Non è obbligatorio ai fini IVA, costituisce un’agevolazione amministrativa quando si garantisce un grado soddisfacente di automazione.

Funge insomma da intermediario tra il venditore (soggetto passivo) e l’amministrazione finanziaria, principalmente per notifiche e reclami, ma anche in caso di infrazioni o di verifica fiscale.

Per ulteriori informazioni in materia di compliance: